Un po' per questo, un po' per quello... sono un po' depressa.
Mi chiedo come le persone a volte possano essere così infantili da arrabbiarsi per delle stupidaggini e mi chiedo se invece sono io quella che non si accorgere di essere veramente uno schifo di amica.
Perchè quando c'è qualcosa che ami con tutta te stessa, qualcosa in cui riversi ogni tua capacità e ogni tuo più piccolo briciolo di tempo e di fantasia, deve sempre essere rovinata da qualcuno, al punto, quasi, da arrivare a fartela odiare? E ne sei attratto e allo stesso tempo non la vuoi vedere, quella cosa che ami, e che odi, perchè ti da troppo bei ricordi e troppi brutti. E non sai cosa fare.
Grazie al cielo, ho trovato quella ragazza di cui vi parlavo la volta precedente. E' una manna dal cielo. Siamo uguali, abbiamo tutto, tutto in comune, perfino questo istinto autolesionista che porta lei a vomitare ogni volta che mangia e me invece a mangiare il meno possibile.
Domenica ci vediamo, ci siamo accordate di controllarci a vicenda. Lei mi impedisce di fingere di aver mangiato e io le impedisco di andare in bagno da sola.
Non si avvicinerà nemmeno al cesso, se non ci sarò io lì.
Non potrà nemmeno pensarci, al cesso.
Io, dal canto mio... sto perdendo molti dei buoni propositi che avevo all'inizio. Faccio colazione abbondante. A pranzo me ne frego di fingere di mangiare, mangio solo un frutto, davanti a mia mamma, che non sa più cosa dirmi. A cena solo latte parzialmente scremato e crusca. E lo stomaco ora brontola da matti, fa male dalla fame. Io butto giù acqua, ma so che non resisterò e qualcosa mangerò. Perchè qualcosa mangio, alla fine. Il mio corpo non resta un tempio inviolato dal cibo, o quasi, fuori dai pasti, anzi.
Se sono in università, mi porto dietro due fette di pane integrale, e quelle costituiscono il mio pranzo, a meno che non sia così ingorda da prendermi un gelato. E in quel caso, torno a casa a piedi, per smaltire lo smaltibile.
Ma nulla se ne va da dove vorrei se ne andasse, e più mi guardo fare esercizio, più vedo questo schifoso grasso che si muove, quasi la mia coscia fosse un palloncino pieno d'acqua.
Ho perso tre chili, e le uniche ossa che sporgono sono quelle sotto al collo. La pelle lì, sulle spalle, sulle scapole è così tirata che se mi facessero una foto dal seno in su chiunque s'immaginerebbe una pancia piatta e un sederino sodo, due gambe lunghe e magre.
E ovunque io mi volti, conto le ragazze che vedo, conto solo quelle magre. Guardo le loro ginocchia, le loro gambe separate, ingurgito il loro fisico magnifico e mi ubriaco della loro magrezza. Mi drogo, mi faccio del male, solo guardandole.
Lo faccio e penso a quanto io, invece, sia grossa. E brutta.
E quando le conto, quando le guardo... provo a immaginare chi di loro conta le calorie. Chi di loro si ammazza di esercizio a casa o in palestra. Chi di loro, di nascosto, rigetta il pranzo nei bagni. Chi di loro finge di essere magra, e in realtà è solo uno scheletro che si uccide lentamente.
Non sono l'unica, lo so. Ma non si vede. Nessuno lo direbbe mai, perchè io sono troppo grossa, io non mi ammazzo di esercizio, io non rigetto il pranzo, io non fingo di essere magra.
Io non faccio niente, io non mangio e basta. E se mangio, è poco.
Non serve a nulla, ma mi distrae dal resto.

Oi ^^ Credo di aver capito il tuo ragionamento. Anche io in certe situazioni (fotrse spesso) odio e adoro una stessa cosa e/o persona.
RispondiEliminaSpero davvero che tu e questa ragazza possiate stare bene non solo il giorno in cui vi incobtrerete, ma sempre più spesso :D Abbraccio <3